Trento – L’accoglienza è un diritto fondamentale

Il neo presidente leghista della Provincia di Trento vuole lasciare senza pasti e posto letto 36 richiedenti asilo

Fugatti, neo presidente della Provincia di Trento, ha ordinato di sospendere il progetto del Comune di Trento che temporaneamente aveva messo a disposizione dei posti letto per 40 richiedenti asilo in attesa di entrare nel sistema d’accoglienza trentino. 4 persone verranno trasferite al campo d’accoglienza a Marco di Rovereto, per le altre l’unica “soluzione” finora prospettata è la strada o i dormitori a bassa soglia dell’emergenza freddo.
Un gruppo di realtà solidali e antirazziste trentine rispondono con una lettera alla scelta disumana di Fugatti intimandogli di rispettare la normativa: “i richiedenti asilo hanno diritto a essere accolti nel sistema dedicato ai richiedenti asilo e, quindi, di poter usufruire di tutti i servizi previsti anche dalle linee guida provinciali“.

Trento, 22 novembre – Apprendiamo dalla stampa che da sabato mattina 36 richiedenti asilo presenti nei container della residenza Fersina saranno lasciati in strada per volere di Fugatti, il nuovo presidente della Provincia.

Come premessa doverosa per fornire un’informazione corretta, ci preme ribadire che le 36 persone si trovano in posti letto emergenziali messi a disposizione dal Comune di Trento quando invece secondo la normativa europea e italiana avrebbero diritto a essere accolti nel sistema dedicato ai richiedenti asilo e, quindi, di poter usufruire di tutti i servizi previsti anche dalle linee guida provinciali.
Se la scelta di lasciarli in mezzo a una strada sarà confermata, ci troveremo altre 36 persone costrette a vivere in ripari di fortuna o a gravare sui dormitori a bassa soglia, già carenti di posti letto e in difficoltà conclamata nel soddisfare i bisogni delle persone senza tetto.
Proprio per questi motivi riteniamo questa misura non rispettosa della dignità umana e contraria alla normativa vigente.

Come associazioni e realtà sociali impegnate a vario titolo nella solidarietà, richiediamo al Presidente della Provincia, al Commissario del Governo e al Questore:

1) di collocare immediatamente le 36 persone richiedenti asilo presso le strutture d’accoglienza come previsto dalla normativa: l’art. 1 del D.Lgs. 142/2015 stabilisce che l’accesso alle misure di accoglienza deve essere garantito fin dal momento della manifestazione della volontà di chiedere protezione internazionale e che le misure di accoglienza si applicano anche ai richiedenti asilo sottoposti alla procedura di determinazione dello Stato membro competente ad esaminare la domanda di protezione internazionale;

2) di consentire l’accesso al sistema d’accoglienza alle altre persone che si trovano sul territorio provinciale e che sono impossibilitate ad accedere alla procedura di richiesta d’asilo in quanto viene chiesto a loro dalla questura di Trento di dimostrare di avere un domicilio. La richiesta di dimostrazione da parte del richiedente della disponibilità di un’autonoma sistemazione ai fini dell’accesso alla procedura è illegittima, in quanto, come confermato da ampia giurisprudenza [1] in materia, è in palese contrasto con l’art. 6, par. 6 della direttiva 2013/33/UE a tenore del quale “gli Stati membri non esigono documenti inutili o sproporzionati né impongono altri requisiti amministrativi ai richiedenti prima di riconoscere loro i diritti conferiti dalla presente direttiva, per il solo fatto che chiedono protezione internazionale”;

3) che venga posto termine ad ogni eventuale pratica illegittima e che venga dato loro accesso immediato al completamento della procedura di richiesta di protezione internazionale, nonché alle misure di accoglienza straordinaria, al fine di garantire anche il loro fondamentale diritto alla salute.

Se ciò non avvenisse ci troveremo costretti a ricorrere alla competente autorità giudiziaria.

Siamo consapevoli che, se il Presidente della Provincia non tornerà sui suoi passi rispettando le leggi e valutando impatto economico oltre che costi sociali, le decisioni dell’autorità giudiziaria potrebbero richiedere tempi non brevi. Sappiamo quindi di dover fornire noi stessi un’immediata soluzione concreta, sempre tenendo presente che nessuna persona, italiana o straniera che sia, dovrebbe trovarsi costretta a vivere per strada.

Facciamo perciò appello a tutta la cittadinanza solidale, chiedendo di aiutarci in modo concreto nella ricerca di locali che possano essere utilizzati per tamponare quella che tra pochi giorni potrebbe diventare una preoccupante emergenza umanitaria.

Chiediamo pertanto a chiunque, ed in particolar modo alle associazioni di volontariato e alle istituzioni religiose, di mettere a disposizione gli spazi necessari al pernottamento dei richiedenti asilo. Se invece dovesse essere necessario affittarli chiediamo a tutte e tutti di attivarsi per indicarci i proprietari di immobili che potrebbero essere interessati e per sostenere economicamente questa iniziativa.

Per sottoscrivere e ulteriori informazioni: liberalaparolatrento@gmail.com

Primi firmatari:
Scuola d’italiano “Libera La Parola” Trento; Antenne Migranti (Trento); Assemblea Antirazzista Trento ; Yaku Trento; I Sentinelli (Trento); Aps Richiedenti Terra; Campagna LasciateCIEntrare; Gioco degli Specchi; Rete V-Day Alto Garda e Ledro; Collettivo Mamadou Bolzano; Associazione Alchemica (Trento); Ass. volontari per la cooperazione di Pomarolo; Casa della pace di Rovereto; Arci Brentonico; Comitato delle Associazioni per la Pace e i Diritti Umani di Rovereto; Arcigay del Trentino; Bozen Solidale; Sos Bozen; Libreria Drake TN; Trento green; Gruppo “Io sto con i migranti”; Ass. Altra Strada Trento, Aps Il Funambolo; Coordinamento delle Associazioni della Vallagarina per l’Africa – CAVA; GAV Gruppo Autonomo Volontari per la Cooperazione e lo Sviluppo del terzo Mondo – Rovereto; Progetto Stregoni; Associazione Volontarinstrada onlus; Liberi e Uguali del Trentino; Non Una di Meno Trento;

in aggiornamento