Trento – Una notte all’addiaccio per ribadire l’accesso di tutte e di tutti ai diritti fondamentali

Di Assemblea Antirazzista Trento

Lo scorso venerdì 13 dicembre abbiamo trascorso una notte in via Belenzani. Sdraiati per terra, i cartoni a isolarci dalla pietra umida del marciapiede, le coperte per ripararci dal vento. Un the caldo offerto dagli amici, due chiacchiere prima di addormentarci, la luna (quasi) piena a guardarci da lassù. Una notte. Per ricordarci che questa situazione è forzata per tante (troppe) persone anche nella nostra città. A Trento, nel corso del 2018 le domande per un posto letto nei dormitori sono state 1220. Ogni notte decine di persone cercano riparo in qualche anfratto della città, anche d’inverno e anche quando nevica. Non è abbastanza la (parziale) risposta offerta dalle istituzioni: anche quest’anno le realtà che lavorano e con persone senza dimora e conoscono bene la loro situazione, hanno denunciato che i posti non sono sufficienti come è insufficiente la risposta delle istituzioni su questo tema. E con gli effetti della Leggi Sicurezza e lo smantellamento del sistema d’accoglienza a mano della Giunta provinciale, la situazione sta peggiorando.

L’Assemblea Antirazzista osserva da tempo la questione e venerdì notte ha voluto mettersi in strada facendo sentire la sua voce e mostrando la propria azione. Questa notte all’addiaccio è stata l’ennesima occasione di incontro con chi non ha un tetto. Nelle parole commosse di varie persone senza dimora abbiamo ritrovato i timori e la frustrazione che conosciamo bene: ci ricordano che dobbiamo costruire insieme una risposta dignitosa ed efficace alle richieste di chi rimane (violentemente) escluso da questo sistema.

Abbiamo voluto dormire in centro, per ribadire che girare lo sguardo dall’altra parte non risolve i problemi; e abbiamo voluto metterci la nostra fatica, per chiarire che siamo disposti a investire tutte le energie necessarie per contribuire a una risposta sistematica che permetta di garantire il diritto alla casa. Crediamo che un programma politico che si rivolga ad una comunità e al suo benessere debba necessariamente avere in agenda l’accesso di tutte e di tutti ai diritti fondamentali.