Sistema di (im)mobilità – Movimenti dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale all’interno dell’Area Schengen

Perché i rifugiati hanno bisogno di “mobilità” in Europa? Perché si vogliono spostare in altri paesi e quali problemi incontrano? Quale è l’impatto dell’attuale sistema sulla loro vita?

Ecco la pubblicazione nata dalla conferenza “SYSTEM OF (IM)MOBILITY. Movimenti dei richiedenti e titolari di protezione internazionale nell’area Schengen”.

Introduzione

Qual è l’impatto che le vigenti leggi europee hanno sulla mobilità dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale all’interno dell’area Schengen?

A questa domanda non si può rispondere senza prima distinguere due fasi fondamentali e distinte di tale processo di mobilità: il momento dell’arrivo in Europa e quello della permanenza e dunque dell’eventuale possibilità di movimento all’interno dell’Area Schengen dopo aver ottenuto il riconosci-mento della protezione internazionale.I contributi contenuti in questo libretto si dedicano infatti ad analizzare lo stato dell’arte della legislazione europea, nonchè le possibilità di riforma della stessa, con riferimento sia all’ingresso dei cittadini non UE nell’Area Schengen, sia alle loro facoltà di muoversi all’interno della stessa ovvero di farsi raggiungere dai propri familiari.Per il primo dei due segmenti, ovvero l’ingresso in UE, non si potrà quindi che partire dall’analisi del Regolamento Dublino, dalle sue ipotesi e prospettive di riforma, nonchè dal fallimento del sistema di Relocation e da altri tentativi di regolamentazione degli ingressi costituiti dagli accordi bilaterali.Per il secondo segmento vengono in rilievo, invece, non solo le (limitate) possibilità legislative che consentono ai titolari di protezione internazionale di muoversi all’interno dell’Area Schengen, ma anche il circoscritto diritto di farsi raggiungere dai propri familiari. Un assunto si evince chiaramente dai contributi contenuti nel presente libretto.

Il sistema attuale di “mobilità” di richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale è sempre più caratterizzato da misure arbitrarie, clausole che consentono eccezioni (come, ad esempio, quelle contenute nelle norme del ricongiungimento familiare in caso di procedura “Dublino”) e che però vengono interpretate solo restrittivamente; ovvero da accordi bilaterali e di cooperazione solo tra alcuni Stati membri. Se ciò da un lato dimostra l’intento di alcuni Stati di voler approntare soluzioni superando lo stallo creatosi sul piano istituzionale a causa delle profonde divisioni tra Stati, dall’altro tali misure conferiscono una eccessiva incertezza e instabilità all’intero sistema. Quali sono dunque le prospettive di riforma del Sistema Comune Europeo di Asilo in tema di mobilità dei richiedenti e titolari di protezione internazionale? Quali le direttrici fondamentali che tali progetti di riforma dovranno seguire affinché si possa raggiungere un equilibrata gestione dei flussi migratori e delle frontiere, l’attuazione della solidarietà tra Stati membri, nonché il rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale e dell’Unione Europa? E soprattutto: è ancora possibile, e in caso affermativo in quale cornice legislativa ipotetica, potenziare il diritto alla mobilità dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale all’interno dell’Unione.