Lungo la rotta del Brennero: rapporto di monitoraggio sulla situazione dei migranti al Brennero e Bolzano

Un lavoro congiunto tra Antenne Migranti e l’ASGI

Presentato ieri a Bolzano, presso la Fondazione Alexander Langer, “Lungo la rotta del Brennero” il primo rapporto di monitoraggio sulla situazione dei migranti al Brennero e Bolzano.

Il rapporto, frutto della collaborazione tra Antenne Migranti e l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, costituisce una puntuale analisi della situazione dei migranti che giungono a Bolzano per presentare domanda di protezione internazionale o nel tentativo di oltrepassare il confine del Brennero e delle connessioni e ripercussioni della chiusura del confine sul territorio. L’arco temporale di riferimento delle osservazioni e della raccolta delle testimonianze è il periodo gennaio – giugno 2017.

La prima parte del rapporto è frutto dell’osservazione diretta svolta dai volontari e attivisti del progetto Antenne Migranti presso la stazione del Brennero e in luoghi sensibili della città di Bolzano nel periodo gennaio – giugno.

Il monitoraggio condotto ha consentito di far emergere criticità riguardo ad alcune delle procedure applicate dalle diverse istituzioni, all’accesso all’accoglienza e alle condizioni stesse di accoglienza, criticità che, in quanto presenti da diverso tempo, tendono a divenire un problema strutturale.

Il rapporto si è altresì soffermato sia sui controlli svolti alla stazione del Brennero sia anche sulle azioni della polizia austriaca, quali riammissioni, respingimenti e irrogazione di multe e contemporaneo sequestro, in alcuni casi, di beni personali.
Secondo quanto rilevato alla stazione del Brennero, sino a luglio 2017, arrivavano in media tra le 10 e le 20 persone migranti al giorno. Controlli sistematici, carrozza per carrozza, sono effettuati dalle forze dell’ordine nei confronti delle persone con tratti somatici non europei (racial profiling). Le persone con un qualche tipo di permesso di soggiorno ma prive di titolo di viaggio valido per l’espatrio, vengono fatte scendere ed invitate a prendere un treno verso sud; chi è privo di qualsiasi documento e permesso di soggiorno viene solitamente accompagnato al Commissariato per essere identificato e fotosegnalato, quindi invitato a presentarsi alla Questura di Bolzano per regolarizzare la propria posizione. Da fine febbraio i controlli sono effettuati anche sui treni regionali provenienti dall’Austria, con procedure sommarie di respingimento immediato in Austria.

Una parte dei migranti fermati al Brennero arriva a Bolzano, che si configura come un altro confine, e qui vi rimane bloccata (stranded). I profili giuridici delle persone migranti fermate al confine e stranded in Bolzano sono molto differenti: richiedenti protezione internazionale, persone con permesso di soggiorno, minori stranieri non accompagnati, soggetti vulnerabili.

Particolarmente problematico è l’accesso all’accoglienza nonché la condizione dei minori stranieri non accompagnati (MSNA) che incontrano sia problemi nella presa in carico da parte delle istituzioni – pratiche incerte di identificazione, inviti a tornare nelle località italiane di provenienza espressi oralmente e a volte senza altro tipo di sostegno pratico – sia nel collocamento in luogo sicuro. Parte dei minori viene collocata in strutture dedicate agli adulti, sia pure separati fisicamente da essi, dove non sono presenti servizi specificamente dedicati ai minori. Gran parte dei ragazzi, tuttavia, non trova alcun tipo di collocamento a causa della mancanza di posti nelle comunità e pertanto rimane in strada. Molti minorenni, inoltre, rimangono invisibili alle istituzioni perché, sebbene sul territorio, non sono arrivati in Questura per le pratiche di fotosegnalamento.

Nella stessa condizione di esclusione dall’accoglienza e dai servizi ad essa legati si trovano anche i richiedenti protezione internazionale arrivati in modo autonomo sul territorio, spesso provenendo dal Nord Europa, comunemente detti anche “fuori quota”.
In tal modo, oltre alle 1650 persone richiedenti protezione internazionale assegnate all’Alto Adige secondo il sistema delle “quote ministeriali” e accolte nei centri CAS, che rappresenta il 2% dei migranti accolti a livello nazionale, al giugno 2017 si trovavano in provincia anche persone richiedenti asilo arrivate autonomamente attraverso la rotta balcanica o da altri Paesi del Nord Europa, i cd. “fuori quota”. Queste sono sia maschi adulti (ora nel numero di circa 160), che non hanno accesso ad alcun tipo di accoglienza e sono inseriti in una “lista di attesa” per il vaglio della loro situazione individuale, sia famiglie richiedenti asilo (ora circa 90 persone), che hanno temporaneamente ricevuto accoglienza in albergo, dove però permangono una serie di criticità. Tali dati fotografano una situazione variabile ma che presenta oramai delle criticità strutturali.

Nel report è presentata in breve anche la situazione di quattro centri di accoglienza a Bolzano (Ex Lemayr, Ex Alimarket, Casa Aaron, Gorio), dove sono accolte circa 700 persone. La città di Bolzano è caratterizzata infatti dalla presenza di centri con grandi numeri, in contrasto con le linee guida provinciali che sostengono il ricorso a strutture medio-piccole.
L’osservazione, che è stata realizzata grazie anche ad interviste a operatori e ospiti dei centri, ha consentito di rilevare condizioni di sovraffollamento e in alcuni casi di promiscuità per genere e per età, inadeguatezza dei servizi, difficoltà per gli operatori dei centri. Emblematico il caso dell’ex-Alimarket, dove a maggio per 220 persone c’erano 20 docce ed 1 lavatrice! Nel frattempo il numero delle persone accolte nell’ex Alimarket è cresciuto sino al picco massimo di 404 in luglio; attualmente sono circa 340, in quanto sono iniziati i trasferimenti verso altri centri di accoglienza dislocati in provincia. Progressivamente è migliorata la situazione dei servizi igienici forniti.

La seconda parte del rapporto, curata dall’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), rappresenta un’analisi giuridica delle violazioni riscontrate durante il monitoraggio.

Le principali violazioni rilevate riguardano:

  • l’accesso all’accoglienza, soprattutto per persone portatrici di esigenze particolari, dovuta sia a limiti strutturali del sistema di accoglienza locale, sia a scelte politiche e all’introduzione di arbitrarie limitazioni all’accoglienza attraverso circolari o prassi applicative;
  • le condizioni di accoglienza che non rispettano quanto stabilito dalla normativa vigente e la cui carenza dipende anche dalla presenza a livello territoriale unicamente di strutture straordinarie di accoglienza e non di strutture del cd. Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati (Sprar);
  • l’accesso alla procedura e al diritto di informazione;
  • l’accoglienza e la tutela dei minori stranieri non accompagnati;
  • i metodi utilizzati per l’accertamento dell’età;
  • riammissioni alla frontiera e controlli sistematici anche a bordo dei treni.

Il calo degli arrivi in Sud Italia negli ultimi due mesi se da un lato ha influito sul numero delle persone richiedenti asilo che vengono inviate tramite quote di assegnazione ministeriale (da agosto non sono arrivate nuove persone in Alto Adige), dall’altro non ha mostrato sinora grande influenza sul flusso di persone che arriva per cercare di passare il confine e che si trova in seguito bloccata a Bolzano. Le persone migranti che transitano per il capoluogo in direzione del confine non sono più solamente persone appena arrivate in Italia che preferiscono inoltrare la loro domanda di asilo in altri paesi europei (dove ad es. hanno reti di solidarietà che possono aiutarli in un processo di integrazione).

In particolare, sono proseguiti gli arrivi soprattutto di minori non accompagnati appena arrivati in Italia e di richiedenti asilo presenti in Italia da lungo tempo. Si tratta soprattutto di richiedenti che si sono allontanati da altri centri di accoglienza, ancora in attesa di concludere la procedura per la richiesta di asilo, o di persone a cui invece è già stata riconosciuta una forma di protezione internazionale e che cercano di andare in altri paesi europei a causa delle condizioni di vita in Italia e di un mancato processo di integrazione, dovuto ad un sistema di accoglienza italiano non funzionante perché gestito nell’ottica della temporaneità e non dell’inclusione.

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Antenne Migranti è un progetto finalizzato al monitoraggio della situazione dei migranti nelle stazioni e nelle città sulla linea Verona-Brennero, sostenuto dalla Fondazione Langer e da un contributo di Open Society.
Collabora con l’ASGI – Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione per consulenze, casi di presa in carico legale e per azioni di formazione congiunta; l’attività dei soci dell’ASGI, svolta anche sulle altre frontiere italiane, permette inoltre il confronto delle pratiche attuate dalle forze dell’ordine e dalle istituzioni nei diversi luoghi di confine e delle situazioni locali.